ABC

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L’Alfabeto de La Kumpania

Iniziamo dall’ABC, da un alfabeto ancora in costruzione.

E’ importante definire le parole da cui siamo partiti, perché queste sono il contesto, lo spazio, le azioni, le motivazioni, il senso politico che ci guidano sempre, come gruppo e come singoli.

 


 

 

 

A come abusivo, come le vite, le case, i percorsi di migliaia di persone che vengono considerati tali.

B come baracca, costruita con materiali riciclati di varia derivazione, che caratterizza i campi, in particolare quello di Scampia in cui vivono da circa trent’anni i rom provenienti dai paesi della ex-Jugoslavia. La Scola Jungla è la baracca di chi rom e…chi no, costruita insieme alle famiglie rom, spazio di aggregazione, socialità, intercultura, punto di incontro tra la periferia e il centro, i rom e gli italiani.

C come Cultura, Cucina, Contaminazione. Le tre parole si intrecciano in un miscuglio di storie, patrimoni, saperi, tradizioni che si recuperano, si modificano, favorendo la costruzione di processi creativi, vitali e la decostruzione di stereotipi negativi e immaginari cristallizzati.

D come Donne, Discriminazione. Le donne rom e italiane sono il punto di riferimento principale all’interno delle due comunità, hanno grandi capacità organizzative che mettono in pratica quotidianamente nelle esperienze di cura e gestione delle diverse economie familiari. Condividono spesso un destino d’esclusione sociale e isolamento ma rappresentano una risorsa collettiva inestimabile.

Le vittime della discriminazione sono coloro che soffrono per la mancanza di parola, presenza e azione, rom e gagiò, relegati ai margini dalle condizioni di vita sociale economiche e culturali.

La lotta all’antidiscriminazione è da mettere al centro delle azioni comuni per trasformare e ribaltare le troppe situazioni, spesso nascoste e ignorate.

E come emancipazione, cercata, ignorata in molti casi trascurata.

I processi sono lenti e spesso faticosi, riguardano tutti, sono difficili da comprendere, spesso non sono irreversibili, si parla di liberazione da condizioni di subalternità in cui spesso vivono donne, giovani, uomini. Il primo passo è la consapevolezza della propria situazione.

come forza e coraggio, di andare avanti, riprendere la direzione, nei momenti delicati in questi anni, accanto alla sofferenza di tanti, di fronte alle ingiustizie, senza mai perdere la Fiducia nella possibilità di farcela insieme a quanti con noi condividono il cammino.

come Kumpania, gruppo di donne rom e italiane che insieme fanno della gastronomia interculturale uno strumento per raggiungere l’emancipazione sociale, economica e professionale. Nel percorso, umano, culturale e politico si uniscono alla cucina l’esperienza interculturale e la lotta alle discriminazioni etniche e sociali.

come lavoro inteso, nel migliore dei mondi possibili, come parte integrante dei percorsi di vita, inserito nei tempi e nei ritmi quotidiani di ciascun individuo, come possibilità di esprimere le proprie passioni e i propri talenti, di uscire dall’individualità per diventare gruppo ed essere più forti.

come murales, l’azione artistica e pedagogica che da Felice Pignataro del Gridas ci ha accompagnato con amici nuovi e vecchi, in giro tra i quartieri e i campi con la voglia di ridare colore al grigio, recuperare spazi abbandonati, gridare al cielo contro le ingiustizie, riprenderci insieme a molti altri ciò che è pubblico, valorizzandolo.

P come pedagogia attiva, riflessiva e laica, fondata sulle relazioni autentiche,  in cui ognuno si sente prima di tutto se stesso, con il desiderio di fare, di realizzare, la libertà di cercare e trovare, di conoscere e sapere, di trasformare la realtà.

P come passione e partecipazione, autentica, condivisa, attiva.

come Sperimentazione, Squadra, Storie, Scampia da cui tutto ha avuto inizio.

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